lunedì 6 settembre 2010

Avanti con la ristrutturazione complessiva del sistema agricolo italiano

Per una volta politici, associazioni di categoria e grandi distributori si trovano d'accordo: c'è bisogno di una radicale ristrutturazione dell'intero sistema agricolo italiano. È questo il nucleo del dibattito “Dal campo allo scaffale. Chi guadagna nella filiera”, svoltosi giovedì 2 Settembre nella Sala Dibattiti “Renzo Bonazzi” di FestaReggio, nell'ambito della programmazione della Festa Nazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione. Ospiti del dibattito sono stati il Presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, il direttore generale di Conad, Francesco Pugliese, l'assessore all'agricoltura della nostra regione, Tiberio Rabboni, il Presidente della commissione agricoltura del Senato, Paolo Scarpa Bonazza Buora e il presidente di Coop Italia, Vincenzo Tassinari.

La brillante conduzione del giornalista RAI Franco Poggianti ha permesso un dibattito onesto, che si è basato sui dati di Nomisma, che stima che su 100€ di spesa in cibi e bevande, l'utile ricavato dalla filiera ammonti a solo 3€, mentre ben 41€ sono rappresentati da costi esterni alla filiera.
“Se ci si spartisce miseria, non si crea certo ricchezza – ha detto Francesco Pugliese di Conad – Noi dobbiamo favorire aggregazione in agricoltura, per tagliare dei passaggi nella filiera, che oggi in Italia produce povertà e non ricchezza.” Anche l'assessore Tiberio Rabboni si trova d'accordo: “Dobbiamo aggredire e risolvere i nodi cruciali – ha detto – riducendo la polverizzazione e abbattendo i costi esterni al sistema agricolo. Però per farlo serve un patto con il mondo agricolo, per stabilizzare il sistema, garantire un reddito minimo e tutelare dalle crisi”
“Anch'io sono favorevole agli accordi di filiera – ha precisato il direttore di Coop Tassinari – ma a patto che si riconoscano come soggetti dell'accordo anche i consumatori, che hanno visto calare il loro reddito disponibile e che hanno il diritto a un prezzo onesto e a un prodotto di qualità.”
Il Presidente Scarpa, senatore del Pdl, chiamato in causa per le troppe assenze della politica nel regolare questi processi, rivendica un ruolo attivo del Senato nel promuovere politiche a sostegno del settore, e fa autocritica: “La politica italiana dovrebbe imparare un po' da quella francese, che si mobilita -ha ricordato- incurante del colore politico, per tutelare i suoi agricoltori. E in sede europea, dobbiamo avere il coraggio di difendere la qualità dei prodotti italiani, perchè la struttura del mercato non ci consente di competere sulla base del minor prezzo.”
Anche Politi di Cia riconosce il lavoro della commissione agricoltura al Senato, ma si chiede “Come mai in Italia sembra sempre che la colpa sia degli agricoltori?”, e afferma di essere disponibile a un rinnovato patto per la filiera. “L'agricoltura fai-da-te non è la soluzione -ha detto – e gli agricoltori non possono improvvisarsi venditori. Solo relazioni più forti e durature con gli altri soggetti della filiera possono aiutare, a patto che ci si diano regole e obiettivi chiari e condivisi”.

www.festapdagricoltura.it

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