lunedì 3 ottobre 2011

CONFAGRICOLTURA (GUIDI): “OCCORRE UNA POLITICA AGRICOLA NAZIONALE.


Roma, 29 settembre 2011

CONFAGRICOLTURA (GUIDI): “OCCORRE UNA POLITICA AGRICOLA NAZIONALE. L’IMPASSE STATO-REGIONI FRENA LA CRESCITA DEL SETTORE”.

“Occorre in Italia una politica agricola nazionale. La Conferenza sull’agricoltura, che si terrà a Cremona a metà novembre, dovrà ragionare in primo luogo sul fatto che manca una linea strategica, con la materia demandata in via esclusiva alle Regioni che, in molti casi, hanno creato parecchie incongruenze, norme non correlate e contraddittorie, conflitti istituzionali spesso sfociati nell’immobilismo. La riforma del Titolo V della Costituzione, che ha attribuito competenze specifiche all’ente regionale, sarebbe auspicabile e necessaria, ma almeno bisogna rendere più efficace il coordinamento”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, chiudendo i lavori del seminario delle Federazioni di categoria di Confagricoltura sul “Fare impresa in agricoltura”.

Guidi, nel suo intervento, si è soffermato quindi sull’assetto legislativo del settore primario, e ha detto tra l’altro: “Dobbiamo liberare la crescita delle imprese agricole dalle gabbie in cui si trovano ad operare. E’ arrivato il momento di rivedere le figure giuridiche attuali, con la ripartizione desueta tra coltivatore diretto, imprenditore professionale, società. Serve una riforma che proponga, in armonia con la legislazione europea, un’unica figura che deve rispondere a precise caratteristiche e parametri che misurino l’effettivo impegno per l’attività agricola”.

Il presidente si è soffermato pure sul tema dei contratti agrari, rimarcando che un intervento del legislatore nel settore ora sarebbe controproducente.

“Il dirigismo del legislatore nel passato ha posto vincoli eccessivi all’autonomia e non ha aiutato le imprese a strutturarsi nel modo più efficiente possibile; i problemi ed i conflitti si sono riusciti a superare solo grazie ai contratti in deroga assistiti dalle Organizzazioni professionali - ha concluso Mario Guidi -. L’affitto resta uno strumento importante e fondante, ma si possono individuare altre soluzioni negoziali. I contratti di rete (ovvero un accordo tra più imprenditori sulla base di un programma comune di rete), sono una porta aperta al di là della quale dovremo guardare”.

Nessun commento: